Il lutto perinatale

Il lutto perinatale rispetto a qualsiasi altro tipo di lutto ha in più “l’aggravante” di essere inaspettato e spesso inspiegabile e di colpire la coppia genitoriale nel momento in cui sta portando avanti il progetto di creare una nuova vita e quindi si appresta a festeggiare una nascita. Ha quindi una forte connotazione traumatica.
Questo lutto è quindi particolarmente crudele in quanto sovverte le aspettative anche biologiche legate all’atto di mettere al mondo un figlio, che in questo caso si traducono in un atto di morte invece che di vita. La percezione della donna è di aver dato la morte invece che la vita.

L’intensità del dolore legato al lutto può variare in riferimento a molti fattori: lo stadio della gravidanza in cui avviene, la storia pregressa della coppia, il sostegno e le cure ricevute in ospedale e al rientro a casa. Si è portati a ritenere che la perdita del bambino nelle prime settimane di gravidanza possa essere meno traumatica rispetto a morti avvenute in epoche gestazionali più avanzate, ma è dimostrato che il fattore maggiormente correlato all’intensità della sofferenza è il coinvolgimento emotivo e l’investimento affettivo della coppia.

La sofferenza rende il lutto qualcosa di tangibile e conduce gradualmente alla sua accettazione. Convenzionalmente l’elaborazione del lutto attraversa diversi fasi e/o momenti, che hanno una durata variabile

  1. Fase dello shock e della negazione: in cui il genitore non si capacita di ciò che è successo e reagisce meccanicamente. Si manifestano sentimenti di disorientamento, confusione, senso di colpa, accompagnati al tentativo di trovare cause oggettive per spiegare ciò che è accaduto.
  2. Fase della rabbia: c’è il manifestarsi di emozioni forti quali rabbia e paura, che esplodono in tutte le direzioni
    3. Fase della depressione: disorganizzazione che porta all’isolamento e alla solitudine. C’è una perdita degli interessi verso il mondo esterno accompagnata ad un sentimento di essere incompresi da tutti.
    4. Fase dell’accettazione: con tempi e modalità che variano da individuo ad individuo si assiste ad un graduale ritorno alla normalità, che passa dall’accettazione di quanto accaduto e dalla possibilità, in stadi di elaborazione dell’esperienza avanzati, di ricomprendere questo evento traumatico all’interno della propria esperienza di vita.

 

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